Da quando ho aperto questo blog ho sempre cercato di non sbilanciarmi troppo.
Mantenere un certo rigore parlando di ciò che mi appassiona non sempre è facile.
Come in questo caso.
Ma ho sempre cercato di non far trasparire troppo il mio punto di vista, parlando di dati.
Sempre più spesso mi imbatto in situazioni in cui è difficile trattare tutto, soprattutto quando il tempo a disposizione è poco.
Nonostante tutto, oggi vorrei ritagliarmi uno spazio su questo blog.
Oggi voglio concedermi un momento per narrarvi a mio modo ciò che mi ha segnato di più in questi ultimi giorni.
Perché sono stati parecchio intensi.
Non è facile per me essere obiettiva, specialmente quando si tira in ballo l’ultimo periodo del Bayern Monaco.
Questa squadra per me è casa, ha quella magia che mi scalda il cuore e mi insegna sempre qualcosa di nuovo ogni giorno.
Per questo team le soddisfazioni non sono di certo mancate, ma le difficoltà si fanno ancora spazio tra le crepe di una squadra come questa.
Per continuare il nostro cammino, però, ho bisogno di fare un passo indietro.
Devo spiegare da che cosa nasce il mio bisogno di parlare di quello che è successo e di quello che potrebbe succedere.
Solo così avrò il modo di spiegare tutto nel modo migliore possibile.
IL MERCATO INVERNALE
Quando ho iniziato a seguire il Bayern Monaco nel 2016, mai mi sarei aspettata di subire un altro duro colpo. La me bambina sognava di poter raggiungere Monaco di Baviera per seguire il suo club preferito dal vivo.
Eliminare quella distanza che mi separava da un posto così importante.
Avrebbe tanto voluto vedere i suoi calciatori preferiti dal vivo, gridare a squarciagola parole in tedesco e piangere a dirotto dalla felicità.
Quel sogno è ancora da realizzare, ma a distanza di dieci anni sono cambiate parecchie cose.
E anche se quella bimba è cresciuta, l’amore verso quel gruppo è ancora fortissimo.
Prima l’addio di Lewandowski, che ha lasciato una ferita ancora aperta dal 2022.
Ed ora, nel 2026, dopo Guerreiro e Jackson, anche Leon Goretzka lascerà il Bayern Monaco a fine stagione.
Da quando è con la maglia dei bavaresi, mi sono legata tantissimo al classe 1995.
Ha sempre lavorato duro, senza mai dare nell’occhio.
Non faceva mai troppo rumore nella squadra, ma era sempre pronto a dare tutto per il Bayern Monaco.
Dal 2018 restare nell’ombra, con umile senso di sacrificio, lo ha reso un pilastro del centrocampo bavarese.
E durante la sessione invernale del mercato, si è giunta ad una fine.
Questa vicenda è così surreale per me.
Dopo otto anni, conquistando trofei su trofei, alla fine della stagione Leon Goretzka non sarà più un calciatore di questa squadra.
Questo certamente mi devasta, così come era successo con il polacco nel 2022.
Ad oggi, nonostante la notizia sia nota già da un po’, non riesco ancora a realizzare che dall’anno prossimo il tedesco non indosserà più i colori del club bavarese.
la vittoria della bundesliga
Con un dominio assoluto il Bayern Monaco è riuscito a vincere il suo trentacinquesimo titolo in Bundesliga.
Con 6 pareggi e 3 sconfitte stagionali in ogni competizione, la squadra bavarese è riuscita a comandare sugli avversari.
Arriva il record di gol segnati in una singola stagione: 122 reti, di cui 36 segnasti dal capocannoniere Kane.
Con i dati alla mano si direbbe una stagione straordinaria, e di questo ne sono davvero felice.
Grazie alla compattezza del team e alla carismatica guida quale Vincent Company, solo una è la sconfitta che arriva nella massima serie tedesca.
Dopo l’ultima giornata giocata all’Allianz Arena contro il Colonia è arrivato il momento di alzare il trofeo.
Ma il capitano, Manuel Neuer, ha lasciato il compito a Leon Goretzka.
Vedere questa scena mi ha davvero colpita, sapendo che il viaggio in Germania con il Bayern Monaco è giunto al termine.



Il suo futuro è ancora incerto: si parla di un’esperienza in Italia, ma anche del ritiro.
Il tedesco a 31 anni appena compiuti e il contratto che scade al termine della stagione, può dunque decidere ciò che desidera di più.
La conquista del Meisterschale arriva con quattro giornate di anticipo, ma i festeggiamenti devono tardare.
Con la semifinale di Champions League alle porte, non c’è tempo per i festeggiamenti.
Sicuramente per quanto riguarda la coppa dei campioni non è arrivato il finale che ci si aspettava.
Sarebbe stata la chiusura di un cerchio perfetta, ma comunque il lieto fine per questa stagione.
E per delle carriere che hanno lasciato un segno nel calcio tedesco.
Trentacinquesimo titolo e record battuti.
Spero che questa stagione possa essere ricordata con ammirazione, pur sentendo amarezza e malinconia.
I record sono fatti per essere battuti, anche se non ci saranno più le stesse persone.
“Non credo che questa sia stata una festa d’addio. Stiamo festeggiando la vittoria di una Coppa. Ho già ringraziato Harry. Oggi ha dato il massimo, ma me l’aveva promesso. Negli ultimi anni abbiamo sempre mancato la Coppa. Chiunque sia qui stasera sa perché. Questa atmosfera è davvero speciale. Bisogna dare merito anche ai tifosi dello Stoccarda. Hanno contribuito a creare un’atmosfera incredibile. Ma i nostri tifosi erano un po’ più numerosi.”
— Leon Goretzka, dopo la vittoria della DFB-Pokal
COPPA DI GERMANIA: A BERLINO IL BAYERN VINCE IL “DOUBLE”
Con la semifinale di Champions League persa contro il PSG, tutto ciò che rimane è conquistare il secondo trofeo stagionale.
Anche con un umore da ricomporre per non essere riusciti a conquistare la finale, tutto era pronto.
La finale di DFB Pokal si doveva disputare.
Il Bayern Monaco arrivava a quella finale dopo aver battuto Wehen (3-2), Colonia (4-1), Union Berlino (3-2), RB Lipsia (2-0) e il Bayer Leverkusen (2-0) in semifinale.
Con un’ottima stagione disputata dallo Stoccarda, ottenendo la qualificazione per la prossima Champions League, la sfida non era facile.
Infatti dopo i primi quarantacinque minuti la sfida si chiude in parità: uno 0-0 che dice tanto sulle due squadre.
Da una parte c’è lo Stoccarda, squadra con voglia di chiudere una stagione solida.
Dall’altra c’è il Bayern, campione di Germania.
Dopo tante difficoltà il gruppo di Company desidera vincere, ma non riesce a superare la difesa avversaria.
Nell’aria c’è tensione.
Con un Harry Kane in ottima forma la vittoria si riesce a conquistare.
Partita sofferta, ma dopo l’interruzione causa fumogeni il Bayern è riuscito ad alzare la testa e dominare la fine della partita.
Il clima era diverso, gli addii non sono mai semplici da gestire.
Considerando anche quanto hanno dato i giocatori agli altri.
Arriva così la vittoria della DFB Pokal, trofeo che non arriva in mano ai bavaresi dalla stagione 2019-2020.
La coppa l’ha alzata Manuel Neuer, che ha rinnovato di un altro anno il suo contratto.
La festa può continuare, pur sapendo che sopraggiungerà il difficile momento di salutare vecchi amici.

LE MIE riflessiONI
Volendo aprirmi con voi, sarò sincera: dopo tutto quello che è successo quest’anno sono contenta.
Nel sogno Champions League ci credevo, ma c’è da rivedere la squadra.
Essere troppo offensivi alle volte può risultare fatale.
Mi spiego meglio: la Bundesliga è conosciuta per non essere all’altezza delle aspettative generali di un qualsiasi grande appassionato.
Ma seguendo questo campionato da abbastanza tempo so che bisogna saper anche sfruttare il momento (così come ha fatto il Bayer Leverkusen nella stagione 23/24).
Il dominio del Bayern Monaco, alle volte, sembra quasi scontato.
E il gioco di squadra è sempre molto offensivo.
Certo, così vengono vinte le partite.
Così vengono segnati 122 gol in una singola stagione.
Ma questo è lo stesso motivo per cui vengono perse le partite. E si è visto perfettamente nella sconfitta contro il Paris-Saint Germain.
Giocare sempre in zona d’attacco comporta un contropiede da parte della squadra avversaria. E contro giocatori come Kvaratskhelia, Dembelé e molti altri bisogna anche saper difendere.
Attenzione: con questo non voglio dire che la difesa del Bayern sia pessima. Ma che ci sono cose che bisogna rivedere per estrapolarne il meglio.
In conclusione c’è da dire che da tifosa avevo bisogno di esprimermi su una situazione assai particolare e difficile per me.
Insomma: non ci si annoia mai quando in campo c’è il Bayern Monaco.
Alla fine dei conti, quando oramai nulla è possibile non resta che accettarne le conseguenze.
Anche se significa veder sfumare il sogno di un “Triplete” o di dover lasciare andare via qualcuno di speciale.
Leon Goretzka sarà sempre il benvenuto all’Allianz Arena, così come gli altri calciatori.
Per me significa tanto, va oltre un apprezzamento.
Sarà complesso non notare la sua assenza.
Un saluto a tutti, vi ringrazio per essere arrivati sin qui con la lettura.
A presto.