Eccoci qui, a parlare di un sogno che (per davvero poco) non si è ancora realizzato.
Per Flavio Cobolli la crescita tennistica sembra aver preso una piega davvero mozzafiato.
Crescere così tanto in così poco tempo non è facile da gestire: nessuno viene preparato a toccare la vetta del successo.
Classe 2002, Flavio Cobolli inizia la sua carriera da professionista nel 2017 partecipando ai primi tornei ITF. Con i primi titoli e le prime battaglie arriva tra i primi duecento nel 2022 e tra i primi 100 nel 2023.
Solo da questi pochissimi dati possiamo quanto in giovane età sia sbarcato tra i migliori tennisti al mondo.
Per un ragazzo come lui non credo si possa neppure immaginare quanto il duro lavoro e le giuste migliorie abbiano completamente stravolto la vita di qualcuno.
Sono tre i titoli vinti per lui, in 250 di Bucarest e i 500 di Amburgo e Acapulco. I primi due li ha ottenuti nel 2025, mentre l’ultimo nel 2026.
Conta anche tre finali raggiunte ma non conquistate (tra cui il Roland Garros) e un titolo vinto in doppio misto con la tennista svizzera Belinda Bencic.
E poi, come dimenticare il trionfo nel 2025 con la nazionale italiana? Da vero protagonista ha aiutato la squadra ha vincere la Coppa Davis per la terza volta consecutiva.
Insomma, negli ultimi tre anni Flavio Cobolli ha ottenuto una crescita esponenziale davvero impressionante.
E l’ha dimostrata anche in finale a Parigi.
Perché, alla fine, non è perdere ciò che rende Flavio il tennista e la persona che è.
Deve dimostrarsi capace a reagire.
Adesso è il momento di vincere.
IL PERCORSO DI FLAVIO COBOLLI A PARIGI
Tutto è pronto.
Il secondo Slam dell’anno è alle porte per chiudere la stagione su terra in bellezza.
Con Alcaraz infortunato e Sinner fuori dai giochi a causa di problemi fisici, qualsiasi cosa può succedere.
Proprio a Parigi la forza di Flavio Cobolli è venuta fuori. Un avversario dopo l’altro, il sogno è sempre più vicino.
Vorrei trasmettervi ciò che l’italiano ha trasmesso a me: gioia. La grinta, la lotta, il sudore e i crampi lo fermano al quinto set di una finale da incorniciare.
Perché nonostante la sconfitta, nonostante l’essere stato così vicino dal sogno, tutto quello che ha passato deve servire da lezione.
Non sono in molti che conquistano una finale Slam, soprattutto con la coppia Sinner-Alcaraz in campo.
Con una possibilità così grande davanti, doveva spingere.
Spingere, vincere e scalare un monte sempre più ripido.
I primi tre turni volano: prima Pellegrino, poi Wu ed infine Tien vengono sconfitti da Cobolli in tre set.
Poi affronta l’americano Svajda, vincendo in quattro.
E ai quarti incrocia Felix Auger-Aliassime. Il canadese vince il primo set per 6-4 e il match sembra mettersi in salita. Ma con la testa giusta e la carica da vero gladiatore, il classe 2002 la ribalta vincendo i tre set successivi.
In semifinale arriva la sfida tutta italiana contro Matteo Arnaldi, ma il tennista di Sanremo si ritira.
È dunque finale.
Tutto è pronto e il ventiquattrenne nato a Firenze sulla carta è quello più fresco: a differenza di Alexander Zverev, Cobolli non ha giocato la semifinale.
Ma questa finale è come una montagna russa fatta di tennis puro, unito ad una forza fisica e un’anima potente.
Nessuno avrebbe mai potuto immaginare una finale così bella quanto sofferente.
Perché dopo essere passato in svantaggio per due volte durante il corso della finale, Flavio Cobolli ha sempre trovato il modo di rialzarsi.
Un punto dopo l’altro.
Con pazienza e determinazione.
Dopo un tie-break perfetto nel quarto set si arriva al momento decisivo. L’ultimo set che deciderà le sorti del match.
Nonostante i problemi fisici e una finale sfumata, il tennista italiano ha disputato un torneo perfetto dall’inizio alla fine.
Mai scomposto, sempre in spinta e credendoci fino alla fine.
Bisogna riconoscere tantissimo a Flavio, anche se (per questa volta) l’impresa non si è trasformato in realtà.
Da quando Sinner è diventato il tennista più importante e vincente del tennis italiano, sembra quasi come gli altri tennisti vengano messi in secondo piano.
E se da un lato è giusto così, dato l’elevato numero di tornei (e partite) vinti, sembra quasi fare ombra un tennis italiano che sta segnando in positivo questo sport.
Bisogna riconoscere che, oltre il numero 1, ci sono tanti altri talenti che meritano di essere sostenuti.
E Cobolli è uno di questi.
Essere tra i primi dieci del mondo non è da tutti.
Raggiungere una finale Slam non è da tutti.
Flavio Cobolli ha dimostrato di poter stare tra i migliori. Questa volta il titolo gli è sfuggito. Ma se continuerà a crescere così, arriverà anche il giorno in cui quello Slam non lo giocherà soltanto.
Lo vincerà.
E io in questo ci credo tantissimo.


IL POSSIBILE ACCESSO ALLE ATP FINALS
Oggi il percorso crescente durato anni porta Flavio Cobolli a guardare un obiettivo che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile: le ATP Finals.
Sembra qualcosa di inaspettato, di surreale.
Eppure l’italiano ha sempre dimostrato di potercela fare.
Mentre l’attenzione era rivolta al numero 1, Flavio Cobolli lottava, vinceva. In silenzio, soffrendo.
Passo dopo passo, punto dopo punto l’obiettivo sembra sempre più vicino.
A Wimbledon avrà l’opportunità di dimostrare ancora una volta il suo ottimo stato di forma. Soprattutto perché in data 2 luglio dovrà giocare il secondo turno contro Duckworth.
Ma questo Slam sull’erba ha un sapore diverso. C’è una pressione maggiore da dover gestire. Dopo la finale persa a Parigi, Flavio rientra tra i primi dieci giocatori del mondo. È un’emozione unica, un traguardo che rende orgoglioso il classe 2002 e l’intero supporto italiano.
Nonostante sappia solo lui quanta fatica, quante difficoltà e quanti periodi bui abbia dovuto affrontare, tutto è stato ripagato.
Lui sta rendendo il tennis italiano e mondiale uno spettacolo.
Adesso, nella seconda metà della stagione, si deciderà una pagina importante della storia di questo sport.
Ora, con l’attuale classifica Race, Flavio Cobolli ha grandi possibilità di raggiungere le ATP Finals a Torino.
Tutto è pronto. Adesso bisognerà mantenere alto il rendimento e, comunque vada, sarà bello veder giocare un giovane come lui sul campo.
Perché Flavio merita un posto tra i grandi. Merita di dubitare delle sue prestazioni e merita di godersi le vittorie e di credere di farcela.
Arriverà il momento per Cobolli, ne sono sicura.