Con i miei articoli sto cercando di andare verso qualcosa di più personale.
Ho voluto cambiare il modo di scrivere poiché penso che questo sia più uno spazio dove poter esprimere la mia opinione.
Perché questo è lo spazio che ho deciso di ritagliarmi per raccontare ciò che mi appassiona da quando sono piccina.
E sono tornata per parlarvi di qualcosa che mi ha davvero toccato.
Quando ho iniziato a seguire il tennis nel 2023, mai mi sarei aspettata di ritrovarmi a raccontare di come Francisco Cerúndolo abbia vinto il suo primo titolo ATP500.
Ma eccomi qui, mentre cerco di essere il più razionale possibile nel raccontare com’è andata la settimana a Londra.
Senza lasciarmi trasportare troppo dalle emozioni, ma cercando di spiegare punto per punto cosa è andato e cosa no per l’argentino.
Vorrei cercare di parlare di tutti quei personaggi degli sport che seguo meno conosciuti o meno presi in considerazione.
E credo proprio che Francisco Cerúndolo sia uno di questi.
Perché non si va a parlare di certo di un pluricampione o di una stella nascente.
Stiamo parlando del numero 1 di Argentina, di uno il cui best ranking è 18.
Stiamo parlando di un classe 1998, e che ad agosto farà 28 anni. Non un ragazzino che ha bisogno di crescere.
Eppure, per me c’è qualcosa di davvero magico dietro ad una vittoria così.
Ammetto che l’argentino è uno dei miei tennisti preferiti.
Mi viene difficile spiegare l’atmosfera a Londra a parole, gli argentini sugli spalti, le sfide sempre più complicate.
La paura di non farcela.
La consapevolezza che contro Paul non ci sia più niente da fare.
Concludere con il trofeo una settimana così ripaga tutti gli sforzi.
LA VITTORIA A LONDRA
Una delle settimane che definisce il passaggio dalla terra all’erba ha un nuovo campione.
Per Cerúndolo arriva il secondo titolo sull’erba e il quinto complessivo a livello ATP (il quinto, non l’ottavo come riportato da skysport).
Dopo aver vinto il torneo di casa a Buenos Aires ad inizio anno, l’argentino torna a vincere un trofeo all’esordio della stagione su erba.
Onestamente, da quando ho iniziato a seguire le sue partite sapevo che un trofeo sarebbe arrivato.
Perché in cuor mio sapevo che era un tennista capace di vincere.
È vero: ha dei colpi meno forti (come rovescio e servizio). Ci sono momenti in cui cala la concentrazione.
Ma credo che una cosa contraddistingua Francisco: la forza di lottare.
E anche se, come appena detto, ha dei cali mentali davvero notevoli comunque riesce a far giocare un colpo in più agli avversari.
Proprio il suo spirito combattivo lo ha reso un vincente. Per il secondo trofeo stagionale.
Con l’arrivo del cileno Nicolás Massú come allenatore, l’approccio di Cerúndolo è notevolmente cambiato.
L’ex numero 9 al mondo ha sicuramente fatto del suo per aiutare l’argentino e i risultati in campo non sono mancati.
Su cinque partite disputate, il numero 21 al mondo incrocia ben quattro americani.
Con ognuno di loro si è giocato punto a punto, facendo si che Cerúndolo rimanesse in campo per più di undici ore.
Prima Kovacevic in tre, poi Brooksby in due. Ai quarti incontra il britannico Fery, vincendo in tre, e in semifinale Nakashima, trionfando anche in questo caso per 2-1.
E poi arriva la finale.
Una partita con un amico e un avversario sempre ostico da affrontare: Tommy Paul.
Dopo aver conquistato il break nel primo gioco, l’argentino va a servire per il primo set sul 5-4. Ma subisce il contro-break e perde il set al tie-break.
Nel secondo set Paul toglie la battuta all’avversario, portandosi avanti 3-2 e servizio.
Per Francisco sembra oramai una partita persa.
Ma recupera subito, portandosi sul 3-3 e vincendo il set per 6-4.
L’argentino è ancora in partita.
E si deciderà tutto al terzo.
La tensione è palpabile, ma alla fine è Francisco Cerúndolo a vincere. Conquista così il titolo più prestigioso della sua carriera.
Al Queen’s Club Championships di Londra si conclude una fantastica settimana.
E che questo possa essere da spunto per il futuro.


WIMBLEDON PER FRANCISCO CERÚNDOLO
Vorrei dunque esprimere un mio pensiero.
Cerúndolo negli Slam ha ottenuto come miglior risultato gli ottavi di finale.
Secondo me l’argentino nasce come specialista della terra, ma avrà delle ottime opportunità per fare bene anche su erba.
Credo che il punto in cui dovrà lavorare di più sarà quello mentale, oltre che dover recuperare al meglio le energie spese nella passata settimana.
Per questo punto, infatti, ha rinunciato alla partecipazione al torneo di Estbourne.
La parte più importante, ribadisco, sarà quella mentale.
Il tennista ha già al suo fianco la figura dello psicologo, che sicuramente aiuta davvero tanto.
E il fatto che non se ne parli mai abbastanza non lo capisco. Perché la salute mentale è importante tanto quanto quella fisica, se non di più.
Perché quando la testa consuma energie su energie, al corpo non rimane più nulla.
Quando si è a dei livelli così alti, con pressioni esterne che vanno oltre a qualsiasi cosa, non sempre è facile uscirne da soli.
Non è mai facile farcela da soli.
E vorrei lanciare un messaggio importantissimo: prendete cura della vostra salute.
Mentale e fisica.
Non abbiate paura di parlarne.
Chiusa questa importante parentesi, per Francisco sarà importante mantenere alta la testa anche nei momenti più bui.
Si giocheranno partite al meglio dei cinque set, quindi in qualsiasi momento si potrà ribaltare il risultato.
Perché pur avendo dei punti deboli, è un grande lottatore e non deve lasciarsi andare mentalmente.
E se sarà concentrato, potrà secondo me essere una tra le sorprese di Wimbledon.
Certo, lo dico come se fosse facile.
Anche se non è mai facile lottare contro la propria testa.
E Cerúndolo è uno di quelli che critica, che si “lamenta” quando c’è qualcosa che non va nel suo modo di giocare.
Ma se saprà tornare subito in partita come ha dimostrato di saper fare al torneo appena vinto, allora potremo avere davanti un netto miglioramento del tennista argentino.
E magari vederlo andare oltre un ottavo di finale ad un torneo Slam.