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Roland Garros: primo titolo Slam per Alexander Zverev

Questo per me sarà un articolo molto complesso da scrivere. Non solo perché andremo ad affrontare le due settimane del Roland Garros di quest’anno, ma anche perché andremo a sviscerare uno dei controversi personaggi del tennis moderno.
E per l’occasione vorrei dividere questo spazio in più punti, per approfondirli nella maniera che meritano. Questo per dar voce a chi non è di certo passato in secondo piano.
Vorrei collegarmi a quanto appena detto per fare una precisazione: andremo a scindere la persona dall’atleta, andando poi a ricongiungerli. Lo faremo per chiudere un cerchio piuttosto spigoloso.
Il mio obiettivo non è quello di screditare la prestazione di entrambi i finalisti (di Cobolli ne parleremo in un’altra occasione). Cercherò di centrare diversi punti che hanno scaldato gli animi di tutti gli appassionati.
Non è facile per me parlare di tutte queste tematiche (è la prima volta che strutturerò un articolo in questo modo) e ci saranno diversi punti che tratterò in maniera errata.
Lascerò attivi i commenti, per permette a chiunque di parlare in maniera costruttiva della situazione e di criticare eventuali mie imprecisioni.
Ho avuto l’idea di parlare apertamente di Alexander ‘Sasha’ Zverev proprio grazie alla sua vittoria su Flavio Cobolli, diventando il primo tennista diabetico a vincere uno Slam.
Ma a questo ci arriveremo. Perché sul tedesco ci sono davvero tante cose da dire.
E dunque partiamo proprio da qui, dal Roland Garros, per poi andare sul generale del tennis di Zverev per poi spostarci sulla sua persona.
Ne ho sentite tante e ringrazio tutti coloro che menzionerò in questo articolo: mi daranno la possibilità di dimostrare la mia teoria e di spiegarvi anche chi è Alexander Zverev.

ROLAND GARROS: TORNEO PRESTIGIOSO VINTO PER LA PRIMA VOLTA DA ZVEREV

Chi conosce il tennis sa quanto questo Slam sia di nicchia: eleganza pura e sogno di chiunque sia legato a questo mondo.
Prima finale del torneo disputata nel 1891, vinto ben quattordici volte dallo stesso tennista. Insomma: queste due settimane segnano un momento cruciale per la stagione di ogni tennista.
Tutti cercano di battere il proprio avversario, di superare i propri limiti.
E con la mancata presenza di Alcaraz (causa infortunio) nel 2026, si sono aperti scenari differenti.
Scenari che, però, vedevano favorito un Jannik Sinner che da Indian Wells a a Roma ha vinto tutto. Senza saltare neppure una partita.
Per molti sarebbe stata apparentemente uguale la scalata dell’italiano. Mentalità giusta e voglia di vincere per la prima volta il Roland Garros dopo la finale sfumata dello scorso anno.
Ma al secondo turno arriva la sorpresa: avanti due set a zero e 5-1 (e servizio) nel terzo, inizia a sentire i primi problemi fisici.
Problemi che lo penalizzeranno, portandolo a perdere al quinto contro Juan Manuel Cerundolo.
E arriva dunque qui il momento di ‘Sasha’.

Per molti la sua vittoria era quasi scontata: per il numero tre era arrivato il momento di dimostrare che quel posto tra i grandi se lo meritava per davvero.
Perché, ricordiamolo, proprio lì sul quel campo nel 2022 contro Nadal, il tedesco ha subito un grave infortunio alla caviglia.
Nessuno da lì si sarebbe mai aspettato che quattro anni dopo avrebbe vinto il tanto atteso titolo. Il primo titolo.
Certo, ci sono state lunghe partite in questo Roland Garros, durate più di cinque ore.
Ogni match era una lotta, un modo per lasciare il segno ed essere ricordati.
Per quanto riguarda il tedesco, dopo essere stato battuto al terzo turno a Roma da Luciano Darderi, trova ad attenderlo Bonzi al primo turno del Roland Garros.
Poi Machac, Halys, De Jong, Jodar ai quarti e Mensik in semifinale. Fino a quel momento il tedesco aveva concesso solo due set, non sembrando troppo affaticato. Era determinato a vincere così come tutti gli altri tennisti in campo.
In finale incrocia l’italiano Flavio Cobolli, tifato e stimato da moltissimi tifosi e colleghi. Di questa finale ne parleremo in un secondo momento, quando approfondiremo il percorso di Flavio.

Tutto era a favore del tedesco. E qui vorrei soffermarmi su un punto: sicuramente l’assenza di Sinner e Alcaraz ha influito tanto. Difficilmente avrei visto Zverev vincere contro i due.
C’è un divario davvero tanto ampio tra i primi due al mondo e gli altri che sarebbe stato difficile batterli.
Solo i problemi fisici hanno fermato Sinner e Alcaraz.
Ma nonostante questo, il tedesco è stato bravo. L’esperienza, la voglia di rifarsi in questo torneo e la giusta mentalità lo hanno aiutato tantissimo.
Ha fatto quello che doveva fare: da vero campione ha saputo sfruttare l’opportunità che gli si è presentata davanti dopo averci provato diverse volte. La componente tattica del gioco di Zverev la andremo ad approfondire tra poco, ma ho sempre sentito che c’era qualcosa che mancava nel suo gioco.
L’ho visto giocare per la prima volta nella finale del Roland Garros del 2024 contro Carlos Alcaraz, persa al quinto set dopo che era andato a servire per il match nel quarto.
E su di lui mi sono fatta un’idea. Così come del suo tennis.

Prima di addentrarci nello specifico, mi vorrei concentrare su un altro aspetto. Perché moltissimi tra tifosi e non si sono schierati a favore dell’italiano? Perché Zverev è così odiato da tutti? E perché l’ho considerato come un personaggio controverso?

CHI È ALEXANDER ZVEREV?

Alexander Zverev nasce ad Amburgo nel 1997 da genitori russi trasferiti in Germania dopo la caduta dell’Unione Sovietica.
Cresciuto in una famiglia di tennisti, ‘Sascha’ intraprende la carriera.
Con il padre e il fratello sempre al suo fianco come membri del team, inizia ad entrare nel mondo del tennis sin da piccolo.

Nonostante, però, la sua vita da atleta, il tedesco si ritrova a convivere dall’età di quattro anni (età in cui gliel’hanno diagnosticato) con il diabete di tipo 1.
Da quello che leggo online, il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, può presentarsi a qualsiasi età e arriva perché legato a un “errore del sistema immunitario“.
Riconosco che è una gran bella sfida giocare a livelli altissimi per 1, 2 o (in alcuni casi) 5 ore.

Nonostante tutte le informazioni online che si possono trovare online, io comunque continuo a chiedermi: chi è Alexander Zverev?
Perché quello che vorrei cercare di spiegare è: quando si parla di personaggi pubblici spesso ci si riferisce al personaggio costruito, allo sportivo.
Prendendo in esempio il tedesco e tralasciando l’aspetto tattico del tennis: ciò che si vede online e in televisione non è detto che rispecchi la realtà. Il personaggio, il tennista, non sempre si comporta come si comporterebbe la persona. Non direbbe le stesse cose o non le direbbe nella stessa maniera.
E anche se, nello stesso corpo, vivono i due caratteri, questi hanno qualcosa che li accomunano.
C’è sempre qualcosa che entrambi hanno, anche se possono sembrare differenti ad un occhio esterno.

Ed è proprio questo il punto della mia esitazione. Tralasciando aspetti delicati come il diabete o tutto il contesto familiare (a cui è ancora legato attraverso il tennis), ci sono molte cose che mi fanno riflettere.
Così come per qualsiasi altra persona famosa che vedo attraverso uno schermo.
Vedere come si comporta nelle interviste non mi dà alcuna certezza di vederlo così anche nella vita reale.

E non vorrei che questo passasse come un attacco nei confronti di Zverev. Perché lui è stato uno dei primi tennisti che io abbia mai seguito.
Forse è stato il primo dopo Sinner che guardavo con un occhio diverso.
Adesso, che ho approfondito di più il mondo del tennis, cerco di vedere tutto con un pizzico di critica.

Proprio per questo tentenno un po’ quando si parla di un personaggio come Alexsander Zverev. Soprattutto quando farà scalpore più la sua vita privata che il suo modo di giocare a tennis.

Il suo modo di giocare può piacere o non piacere. E c’è da sottolineare quanto il diabete possa essere un elemento cruciale per le sue condizioni in campo.

Ognuno ha il suo modo di vedere una persona, dandole aggettivi differenti in base alla propria percezione.
Quindi, possiamo dire le cose più ovvie: Alexander ‘Sascha’ Zverev è un tennista diabetico e tutto ciò che è collegato.

Concludendo questa parte mi sorge un dubbio. Forse la vera domanda da porsi è: chi è davvero Alexander Zverev?
In questo caso non sarei sicura di poter dare una vera e concreta risposta.

IL CONTROVERSO TENNISTA

Inizia la sua carriera nel 2011 partecipando all’ITF Junior Circuit. Per poi passare nel 2014 alla sua prima semifinale ATP e il primo titolo Challenger (Wikipedia).

Nella sua carriera ha vinto 25 titoli (di cui una medaglia olimpica e due ATP Finals), non è mai stato numero uno nel ranking ATP (il suo best ranking è numero 2).

Come dicevo prima, sicuramente c’è a chi può piacere come tennista e a chi no. Ci sarebbero delle cose da migliorare da un punto di vista tattico, ma nessuno è perfetto. E il fattore mentale e dell’età segnano davvero il percorso di ciascun sportivo.
Io non mi soffermerò sul suo modo di giocare a tennis, non sono una professionista e non me ne intendo di tattica. Sono solo un’appassionata che racconta di sport.

Ciò su cui mi vorrei soffermare, dato il particolare momento che sta vivendo il tennis moderno, è la vittoria del suo primo Slam a 29 anni e di come non sempre ha saputo gestire i momenti di tensione.

Ci sono voluti anni a Zverev per conquistare il suo primo titolo Slam. Di fatto ha raggiunto sette volte semifinali e quattro volte le finali Slam.
Delle quattro finali c’è la vittoria del Roland Garros nel 2026 e le tre sconfitte contro Thiem, Alcaraz e Sinner. La prima, nel 2020 sul cemento degli US Open, l’ha persa in rimonta contro Dominic Thiem. Era avanti di due set, ma un calo fisico e mentale lo ha visto poi arrendersi all’avversario.
Contro i primi due del mondo ho veramente poco da dire. Penso che ci sia un divario davvero ampio tra la coppia italo-spagnola.
E lo si nota soprattutto quando uno dei due sfida il numero 3 tedesco.
Credo che l’esperienza di Zverev non sia sufficiente quando l’atteggiamento e la mentalità non lo aiutano.
Contro loro due sembra quasi scoraggiato, come se sapesse già in partenza di aver perso.
E secondo me proprio il fatto di non aver dovuto incontrare Sinner e Alcaraz lo ha motivato per conquistare il titolo sulla terra francese.
Davvero difficile è dunque poter sperare di fare qualcosa in più contro i due giovani.
Credo che manchi anche la continuità per Alexander Zverev. Non per quello che riguarda il suo tennis, ma per quanto riguarda l’aspetto mentale. Il gestire le situazioni complesse e le peggiori condizioni meteorologiche.
Senza contare infortuni e diabete, il peggior nemico di Zverev è lui stesso.

C’è poi da discutere sul possibile vincitore di Wimbledon. Perché se riaccadrà come durante il Roland Garros, le possibilità per Zverev di vincere aumenterebbero.
Si ritorna comunque allo stesso punto: con Alcaraz e Sinner in campo c’è la sicurezza che uno dei due vinca.
“Il favorito per vincere Wimbledon per me è Zverev. […] Alcaraz è infortunato e Sinner non sappiamo come si ripresenterà. Zverev ha poi un servizio perfetto per l’erba.” Ha commentato così Boris Becker la situazione del terzo Slam dell’anno.
Nonostante tutto, però, le condizioni del tedesco non sembrano essere delle migliori. Nel torneo di Halle ha perso contro Taylor Fritz, accusando dei problemi fisici.

Concludendo, perché allora controverso? Ci sono state tante situazioni in cui Alexander Zverev si è fatto riconoscere per il suo carattere acceso. Sicuramente le situazioni in cui aveva qualcosa da ridire non sono passate inosservate.
Sono sicura che ci siano state situazioni in cui anche altri tennisti abbiamo voluto confrontarsi con il giudice di sedia. Ma, come potete vedere nei video di cui sotto, credo che Zverev venga sopraffatto troppo dalle situazioni.
Ci sono modi e modi per gestire la propria rabbia e per discutere con il giudice sulla sua decisione. E penso che questi modi non siano proprio i migliori.

Bisogna ammettere che ha saputo sfruttare l’occasione per vincere ciò che rincorreva da tantissimo tempo. Lui è il primo tennista con il diabete a vincere un titolo Slam. Ma allo stesso modo non possiamo essere sicuri che potrà vincerne un altro. O che possa raggiungere i livelli dei migliori del mondo.

I video li ho trovati su TikTok

LA VITA PRIVATA

E qui arriviamo alla nota dolente di tutto il discorso. Perché è proprio ciò che è legato a quello che è successo nel privato che ha suscitato scalpore.
Anche dopo la vittoria del Roland Garros.
Ci sono avvenimenti che, una volta resi pubblici, non vengono dimenticati facilmente.
Soprattutto quando si parla di tematiche tanto delicate.

Una delle più recenti notizie che vede protagonista il tedesco risale al 2024. Dal 2021 ‘Sascha’ Zverev è in una relazione con l’attrice trentacinquenne Sophia Thomalla. Questa particolare notizia parlerebbe di una possibile “scappatella” del tennista con Chiara Ferragni.
E chi poteva aver diffuso le indiscrezioni se non Fabrizio Corona?
Nonostante le voci che giravano, con la vittoria del numero tre del mondo a Roma la sua compagna ha smentito tutto il chiacchiericcio sulla vicenda.
Pur non essendoci stato nulla, rimane comunque un segno indelebile sulla figura del tennista. Dopo quanto accaduto in passato, non si era di certo creata una situazione positiva per Zverev.

Ma questo viene solo dopo alle accuse mosse da due ex compagne di Zverev nei suoi confronti.
E questo è l’argomento più spinoso. Quello per cui sto facendo più fatica a scrivere.
Olya Sharyapova, una delle due donne, nel 2020 ha denunciato il tedesco per violenza domestica. L’ATP aveva condotto un’indagine interna chiusa nel 2023 per insufficienza di prove, ma il giocatore restava comunque sotto la stretta osservazione dell’ATP per un’eventuale riconsiderazione del caso, qualora nuovi elementi fossero emersi (Wikipedia).
E poi ci sono le accuse di Brenda Patea (con cui Zverev ha avuto una figlia nel 2021). La donna lo aveva accusato di lesioni personali, ma nel 2024 il tribunale di Berlino aveva archiviato il caso poiché gli avvocati avevano trovato un accordo extragiudiziale. Con questo accordo, in tennista avrebbe dovuto versare un compenso di circa 200.000 euro.

Immagine presa da Reddit

Ma diciamoci la verità: seppur non confermata e non smentita la sua colpevolezza, tutto questo lo ha lanciato in un vortice di odio puro.
Ci sono persone che lo supportano andando a sottolineare che, alla fin fine, non è stato riconosciuto come colpevole.
Ma in questo caso, la scelta credo che sia più individuale. Sappiamo che, alla fine, nessuna delle due parti è stata smentita o accusata. Non abbiamo neppure modo di saperne di più sulla vicenda, o comunque di saperne tutti i dettagli.
Con questo non voglio di certo affermare che Zverev sia completamente innocente: ci sono così tanti punti di domanda in questa vicenda, tanti nodi che non si sono sciolti del tutto.
Ci sono anche coloro che difendono le due donne, dicendo che preferirebbero essere a favore di due donne che starebbero mentendo piuttosto che sostenere un uomo potenzialmente responsabile di abusi.
Così come quando durante la cerimonia finale degli Australian Open 2025, quando era il turno di Zverev di parlare, qualcuna gridò dagli spalti: “L’Australia crede a Olya e Brenda”.
E io capisco benissimo entrambe le parti. Per questo vorrei ribadire quanto sia importante il pensiero critico e la libertà di credere a ciò che si vuole.
È vero, i due casi sono stati chiusi. Non ci si è sbilanciati verso una parte.
Ma poterci dividere, poter aprire un dibattito sulla situazione in cui ognuno può esprimere la propria opinione ci rende persone migliori.
Da questa situazione dovremmo imparare molto.
Imparare che se ci si trova in una situazione di violenza domestica, non si è soli e che bisogna parlarne.
Prima che sia troppo tardi.

Di fatto il 2026 è stato il primo anno in cui l’Équipe abbia preferito mettere in copertina qualcos’altro piuttosto che il vincitore del Roland Garros.
Questo perché il tennista tedesco aveva concesso di fare un’intervista con il giornale francese, ma dopo poche domande si è andato a parlare dei casi di abuso nei confronti delle ex compagne.
Alla seconda domanda sull’argomento, Zverev ha risposto: “Non mi pare che questo sia quel tipo di intervista. In secondo luogo, sa che è stato dimostrato che le accuse erano false? È la seconda volta che mi fa una domanda al riguardo. Penso che dovremmo fermarci qui, è meglio” (gazzetta.it).

IL CONNUBIO TRA PERSONA E PERSONAGGIO: TUTTO FINO AL ROLAND GARROS

Adesso: sto per dire qualcosa che potrebbe essere solo frutto della mia immaginazione. Ma prima di poterla esporre: ho bisogno di fare una premessa. E se volete confermare quanto sto per dire o volete contraddirmi, siate liberi di farlo: lo apprezzerei moltissimo.
Dopo tutto quello che ci siamo detti mi sono resa conto di quante poche persone abbiamo fatto i complimenti a ‘Sascha’ per la vittoria dello Slam. Purtroppo non ho fatto screenshot, ma mi sono resa conto di come alcuni personaggi pubblici abbiano fatto i complimenti a Flavio Cobolli per l’ottimo torneo piuttosto che al tedesco per la vittoria del titolo.
Come per esempio Iga Świątek, che ha pubblicato una storia sul suo profilo Instagram complimentandosi con l’italiano.
Oppure ho notato i commenti di alcuni utenti che lo definivano “il più scarso ad aver vinto uno Slam”.
Capisco benissimo che Zverev non stia simpatico a molti. Come dare torto a tutte le critiche (affinché queste vengano argomentate e che non siano di odio nei suoi confronti) che gli vengono mosse.
Può piacere come può anche non piacere.
Ma tralasciando la “fortuna” di non aver avuto nel suo cammino né Sinner né Alcaraz, il tedesco ha fatto tutto quello che doveva fare.
Avrebbe meritato anche Flavio Cobolli? Assolutamente si. Flavio negli ultimi tempi è cresciuto tantissimo come tennista e ha dimostrato parecchie volte di poter fare tante cose.
Avrà altre occasioni Flavio di poter vincere uno Slam? Secondo me si.
E avrà anche più probabilità di Zverev di vincere il secondo. Perché il fisico non lo ha accompagnato ad Halle. E non so quanto per quanto possa mantenere un alto rendimento mentale.
Ci sono momenti in cui bisogna scindere la persona dal personaggio.
E altri momenti in cui bisogna tirare in causa tutti e due, affinché situazioni spiacevoli non ricapitino più.