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Argentina Open: Luciano Darderi fermato in finale

Quando l’amore per la propria terra si fa vivo, nulla può fermare un uomo.
Combattere, vincere.
Alimentare il fuoco interiore per ciò che sta più a cuore. Casa, ricordi, voglia di rinascita e rendere la propria amata terra fiera.
Perché il proprio paese di origine segna un marchio indelebile nella storia di ogni persona. Poi si cambia, ci si adatta alle situazioni e si affrontano intemperie di ogni tipo.
Ma nulla rispecchia veramente l’aria di casa.
La gioia di essere accolto da facce conosciute, i ricordi d’infanzia e i sacrifici per portare in alto il nome di casa.
Per questo l’Argentina Open per Francisco Cerundolo è così importante. Non vince un trofeo da Umago nel 2024.

IL VINCITORE DEL TORNEO: FRANCISCO CERUNDOLO

L’argentino classe 1998, arriva al torneo da testa di serie numero 1.
Dopo la finale dello scorso anno persa contro Joao Fonseca, il tempo per la rivincita è arrivato.
L’Argentina Open per lui non è solo casa, è rivalsa.
Riuscire a rimanere in ogni partita non è facile, per lui è un test da dover superare.
La terra è sicuramente una superficie favorevole dove può esprimersi al meglio.
Insomma, aveva tutte le carte in regola per fare bene.
Partiva da favorito e la lotta non comprendeva solo quella contro gli avversari. Ma anche contro la propria testa. Rimanere concentrato, non perdere la pazienza nei momenti difficili e cambiare quando le situazioni lo richiedono.
In questo torneo 250 del circuito ATP, Francisco Cerundolo non ha perso neppure un set.

Instagram: @atptour
Immagine di @francecerundolo
Foto da Reddit

Prima partita, primo avversario: Hugo Dellerin.
In un’ora e ventiquattro minuti l’argentino ha vinto 6-0, 7-6 (6).
Poi ai quarti è il turno di Kopriva. Avversario ostico, che può fare male appena c’è un calo dell’avversario. Ma il numero 19 del ranking non si fa intimidire.
Un’ora e trentotto minuti per un 6-4, 6-3.
Semifinale.
Manca sempre meno per vedere un sogno diventare realtà.
Qui c’è un amico d’infanzia, Tomas Etcheverry.
Quasi due ore di incontro per un 6-3, 7-5.
Il classe 1998 arriva così in finale.
Questo è uno scenario che si ripete, come l’Argentina Open dello scorso anno.
Ma il 2026 è diverso. Deve esserlo.
In finale c’è Luciano Darderi. Tutto è predisposto per essere un lungo e faticoso match.
Un’ora e trentotto minuti. 6-4, 6-2. Percentuali alte e superiori rispetto a quelle del suo avversario.
Poi è lì, a terra. Vincente. Con il suo quarto titolo in carriera tra le mani, sa di aver fatto un’impresa.
Ed è il modo migliore per iniziare l’anno.

INTERVISTA A FRANCISCO CERUNDOLO


“Sono uscito a cercare di vincere il primo match dalla prima palla, ci conosciamo molto bene, entrambi siamo aggressivi. Oggi ho attaccato molto bene ma anche difeso molto bene, sono riuscito a neutralizzare i suoi colpi quando era necessario. Sono finali, sono partite uniche, bisogna giocarle. Credo di aver fatto quasi tutto bene, poi iniziava a sbagliare un po’ di più nel secondo set, direi che il punteggio finale è un po’ ingannevole, non riflette quanto è realmente accaduto. Quando ho avuto il match point ho cercato di non farmi prendere dall’ansia, giocare come se fosse un punto qualsiasi, senza cadere nell’errore di doverlo giocare in modo eccezionale.”

“È frutto di un lavoro di molti anni, di insistere e lavorare. C’è chi pensa che io non abbia talento, che mi limiti solo a fare sport e ad allenarmi, ma la verità è che sto costantemente cercando di migliorare il mio tennis, studiando cosa mi manca su ogni superficie per battere i migliori. Credo che il lavoro fatto con il mio team durante la preparazione sia stato molto buono, l’ho dimostrato in Australia e l’ho dimostrato di nuovo qui. Questo mi rende felice, inaugura un grande inizio d’anno, stavamo cercando di raggiungere questo livello. Non so se significhi alleggerirmi da un peso, ma avevo molta voglia di vincere qui.”

— Francisco Cerundolo, stampa

Fotografia: @luciano_darderi

il percorso di luciano darderi

Il torneo di Luciano Darderi è stato davvero prezioso.
Si conferma un giocatore forte su terra, che può migliorare. Tra tattica e testa.
Arriva in finale senza aver mai perso un set.
Vince sul cileno Barrios Vera in un’ora e ventidue minuti (6-1, 6-3).
Conquista i quarti di finale raggiungendo Pedro Martinez, che viene sconfitto in poco più di un’ora e mezza (7-5, 6-1).
Continua così la scia positiva, dovendo poi affrontare un avversario forte come Baez in semifinale.
E dopo una battaglia durata appena un’ora e diciannove minuti per 7-6 (2), 6-1, Darderi approda in finale.
La sua ottima forma è stata messa in risalto durante tutto il torneo. Ma in finale non ha potuto nulla contro Cerundolo.
Break subìto nel primo set sul 1-2 e da lì è stata una gara in salita.
Nonostante 3 ace, il 57% di prime palle al servizio e il 39% di punti vinti in risposta, il tennista italiano nato a Villa Gesell non è andato oltre ad una sconfitta per 4-6, 2-6.
Ci sono stati margini di miglioramento e ha un anno da poter usare a proprio vantaggio. La sua crescita è all’inizio e ci ha già fatto vedere del potenziale.